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Le Gru sorvolano la Cona il 5 marzo 2015. Foto M. De Luca

Notevole emozione ha creato tra gli appassionati, in questi giorni, l’intenso passaggio (la migrazione pre-riproduttiva nel gergo degli ornitologi, ovvero il “ripasso” del mondo venatorio) di numerosi stormi di gru sul territorio regionale.Un fenomeno in parte preannunciato, dipendente dal notevole incremento recente della specie a livello europeo, che ha interessato particolarmente, ma non solo, l’area costiera e della bassa pianura, con direzione prevalente di rotta, nord – est.

La prematura scomparsa di William Klinger (24 settembre 1972 – 31 gennaio 2015) appassionato ed entusiasta ricercatore lascia un grande vuoto.
E’ stato Luigino Felcher a farmi conoscere William, ormai parecchi anni or sono. Il tema riguardava inizialmente gli habitat mantenuti col pascolo e, di conseguenza, il progetto da me a suo tempo avviato, di inserire cavalli e bovini all’isola della Cona.

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William in compagnia della rara Foca Monaca specie a lungo oggetto di indagini da parte dello storico. Qui immortalato da Mietta e Pio Marcozzi sulle spiagge prospicenti Sissano il primo di novembre 2013.

Sabato 31 gennaio, in occasione della inaugurazione di tre capannini fotografici, da poco ristrutturati, eravamo in parecchi alla Cona.
Una rapida visita alla “Marinetta” ci aveva confermato la presenza dell’ormai consueto stormo di oche lombardelle (Anser albifrons) che, nonostante le temperature relativamente alte, anche nel presente inverno raggiunge un numero di soggetti ben superiore al migliaio.

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Un raro scatto della specie in volo 

Con la scomparsa di Ignazio la Cona non sarà più la stessa. Fin dai primi interventi Ignazio si è impegnato nella gestione e nel miglioramento dei lavori in corso, specialmente per quanto riguarda le aree di ripristino ambientale e la gestione dei pascoli.
I primi cavalli Camargue, arrivati nel 1991 sono stati prontamente “adottati” da Ignazio che, con la collaborazione di vari entusiasti volontari, ha avviato anche le escursioni guidate nell’ambito dell’area protetta. Negli anni la sua presenza è sempre stata determinante, anche nei minimi particolari ai quali Ignazio molto teneva.

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Ignazio a cavallo. Foto F. Perco

Nulla ormai sfugge all’interno della Riserva naturale Foce Isonzo e, in particolare, nell’area della Cona, grazie anche alla sempre più frequente presenza di visitatori in grado di riconoscere anche le specie meno note perché insolite o molto rare.
A pochi giorni di distanza dalla osservazione del Luì forestiero (Phylloscopus inornatus) una ulteriore “nuova specie” può essere registrata per la Riserva naturale, il Falaropo beccolargo (Phalaropus fulicarius), di cui un esemplare in abito invernale è stato recentemente osservato nell’area delle piane di marea da parte di una coppia di visitatori esperti: Nicolas Biron e Lea Basso, il primo di novembre 2014.


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Falaropo beccolargo fotografato il 1 novembre 2014. Foto N. Biron


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