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Oche zamperosee alla Cona: falso allarme !

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L. Falgari 21/01/12

Oche granaiole "travestite" da Oche zamperosee traggono in inganno gli ornitologi

Grande interesse hanno suscitato le osservazioni (e la documentazione fotografica e video) raccolte da Luciano Falgari sabato scorso, 21 gennaio 2012, nei pressi della Cona, nella riserva naturale Foce Isonzo, a carico di due esemplari di oche, inizialmente attribuiti alla specie Anser brachyrhynchus.

Vari osservatori, tra cui Matteo Toller ed Enrico Benussi, ma poi anche Silvano Candotto, avevano notato un aspetto anomalo dei soggetti osservati rispetto a vere e proprie “zamperosee”, distinguibili, come dice il nome scientifico, per un becco di piccole dimensioni e da altre caratteristiche non riscontrabili in questo caso.

I due soggetti, per il resto identici ad una normale Oca granaiola della Tundra (Anser fabalis rossicus) possiedono infatti, come ben si vede nelle foto e nel video, zampe e parte chiara del becco di colore rosatocarnicino, al posto del consueto arancio. Dovrebbe trattarsi quindi di una mutazione, con effetti sul cromatismo delle parti nude, ben nota in letteratura col nome, peraltro da abbandonare, di Anser neglectus Sushkin, 1897.

Quattro Oche lombardelle minori all'Isola della Cona

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Oche lombardelle minori nel ripristino della Cona (F. Damonte)

La specie è considerata “VU” (Vulnerabile) dalla IUCNcon un totale di appena 240-540 coppie in Europa (BirdLife International, 2004)

Sabato 7 gennaio nel ripristino della Cona sono stati osservati (Galimberti A., Rossi G.) ben quattro esemplari della rarissima specie oca lombardella minore Anser erythropus .

Le oche sono imbrancate assieme allo stormo di circa 800 oche lombardelle Anser albifrons dalle quali, peraltro, sono difficilmente distinguibili. Dopo una breve sosta sulla "vecia coriera" l'isolotto osservabile al centro del secondo ripristino dall'osservatorio della "Marinetta" le oche si sono involate assieme alle loro congeneri sfuggendo ai molti ornitologi che erano già accorsi sul campo per riuscire ad osservarle. Tra questi Silvano Candotto, prezioso collaboratore della Stazione Biologica Isola della Cona (SBIC), che quel giorno però, essendo sabato, non era in servizio. Pensando di aver ormai perso l'occasione Silvano se n'era andato, ma poco dopo ho ricevuto una sua chiamata con la quale mi ha comunicato che le oche erano tutte sui campi dell'Azienda Agricola Sagai, proprio all'uscita della Cona e tra loro era riuscito a scovare anche le quattro minori.

Merlo acquaiolo sull'Isonzo

MERLOA LIVIO

Foto Livio Loewenthal

Un esempio di "migrazione verticale"

Circa due settimane fa durante una camminata sul greto del fiume Isonzo, assieme al mio cane, ho raggiunto una zona dove il corso d'acqua si restringeva e, sui bianchi rami e tronchi trasportati dalla corrente, ho notato una sagoma familiare illuminata dal sole.

La macchia bianca sul petto e l'atteggiamento "indaffarato" mi hanno tolto ogni dubbio. Si trattava di un esemplare di merlo acquaiolo (Cinclus cinclus). E' una specie molto simile al più comune merlo sia per forma che per dimensioni, ma in realtà appartiene ad una famiglia completamente diversa, quella dei Cinclidi. L'aspetto è tozzo con una coda corta, il colore generale è marrone scuro con eccezione della gola e del petto che sono bianchi (1).

Moretta codona alla foce dell'Isonzo

MORETTACODONA

foto F.Burian

Un'anatra tuffatrice dal nord

Questo esemplare di Moretta codona (Clangula hyemalis) è stato osservato lunedì 31 ottobre proprio alla foce del fiume Isonzo. Si tratta di un giovane molto probabilmente una femmina.

E' un'anatra tuffatrice e di norma ricerca cibo ad una profondità media di 3 – 10 metri, ma può spingersi anche fino ai 20 metri. Si nutre principalmente di bivalvi, in parte di piccoli pesci principalmente Ammoditidi (solo una specie nel Mediterraneo) e uova di pesci per il resto la sua dieta è costituita da crostacei, policheti e gasteropodi (1).

E' una delle anatre più nordiche con areale riproduttivo situato per la maggior parte in Russia e per la frazione restante in Islanda, Norvegia, Svezia e Finlandia. Popolazioni di un certo rilievo si riproducono anche in Groenlandia, inoltre alcune nidificazioni irregolari sono state accertate in passato anche in Scozia.

Oche facciabianca in Cona

facciabianca

foto F.Perco

Tre oche facciabianca nei ripristini

Tre oche facciabianca Branta leucopsis già osservate mercoledì 19 ottobre da Silvano Candotto, sono ancora presenti alla Cona, ben visibili dall'osservatorio della Marinetta a breve distanza. Non risultano marcature o anelli di sorta. Che siano "selvatiche"?
L'Oca facciabianca appartiene al genere Branta delle cosiddette "oche nere" che si distinguono dalle "oche brune" del genere Anser. Si tratta di un'oca di medie dimensioni caratterizzata dal piumaggio bianco della faccia in netto contrasto con quello nero della testa e del collo.La specie è legata ad areali nordici con quartieri riproduttivi situati nelle isole del Nord Atlantico, si distinguono quattro popolazioni (1):


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