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L’ ordine dei  Charadriformes si compone, secondo alcuni autori, di ben 16 famiglie e vi appartengono non meno di 316 specie a livello globale.
I limicoli sono così chiamati  per l’ambiente frequentato, ovvero zone umide e fangose e per il fatto che si alimentano, a seconda della lunghezza del becco e delle zampe,  spostandosi qua e là in acqua o nel fango prendendo il cibo dalla superficie acquea  o a varia profondità nei detti elementi.


Si tratta della sottospecie orientale (o “dalla testa grigia”) Porphyrio porphyrio poliocephalus (Latham, 1802).

Il Pollo sultano orientale lontano nella zona sud del "Ripristino" alla Cona. Foto di L. Manini

Il giorno 30 ottobre 2016, all’Isola Cona, la signora Ana Alonso, accompagnata da Luca Manini, ha avuto occasione di osservare (e Luca Manini documentare fotograficamente) un esemplare di Pollo sultano orientale. Il soggetto si trovava nell’area detta de “Il Ripristino”, zona sud e le foto, a noi gentilmente concesse per la pubblicazione, sono state scattate (verso le 10.00 del mattino) dall’Osservatorio al “Cioss”, scandagliando quindi lo scenario della palude antistante in direzione grosso modo settentrionale.  Nonostante ripetuti tentativi l’esemplare non risulta essere stato più rivisto.

Il Pollo sultano (Porphyrio porphyrio, Western Swamphen già Purple Swamphen) è sicuramente  il più appariscente dei rallidi che si possono incontrare in Italia per il suo piumaggio di uno squillante blu con riflessi porporini e una piastra frontale, becco e zampe di un rosso vivo.



L’areale di distribuzione di questa specie in Italia è limitato alla Sicilia e alla Sardegna, dove è stimata una presenza di oltre 500 coppie; lo status di conservazione di questa specie non è dei migliori causa la caccia di frodo e la distruzione, compromissione qualitativa,  riduzione eccessiva del suo habitat ovvero le paludi dolci e salmastre con estesi canneti e importante presenza di tifa e giunco.
In tempi non lontani, nell’Ottocento, il Pollo sultano probabilmente si riproduceva anche  in Puglia.

Nei mesi scorsi avevo incontrato il raro e per me elusivo porciglione nel canale che attraversa Monfalcone in mezzo alle case.

Porciglione fotografato all'Isola della Cona, gennaio 2017

Si era stabilito lì e si trovava bene perché reperiva cibo e probabilmente era al riparo dai predatori selvatici, ma un giorno mentre lo osservavo ho visto che sapeva difendersi molto bene anche da una simpatica gatta domestica stando prudentemente nell’acqua. A questo punto, come si nota nella foto a sinistra, la gatta si allontana delusa. Il porciglione può stare tranquillo e continuare la vita vicino agli umani.

Il nostro socio Devid Monasso ha segnalato e documentato fotograficamente la grande presenza di gru in transito migratorio nelle nostre zone.
In questi giorni migliaia di questi maestosi uccelli, in stormi grandi e piccoli (anche di oltre 300 esemplari assieme), sono stati osservati transitare nel cielo sovrastante le più svariate località, inclusi i centri urbani dei quattro capoluoghi di provincia. Una speciale frequenza, tuttavia, riguarda le zone costiere e la Riserva Naturale “Foce dell’Isonzo” dove centinaia di soggetti hanno sorvolato le vaste piane fangose di marea e le zone di “Ripristino”.

Gru in volo. Foto di D. Monasso


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